“Punti di Vista” dei Beltrami

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Amore, tristezza e felicità, uguaglianze e differenze, bugie e verità: questi sono alcuni dei temi trattati dai Beltrami nel loro secondo lavoro in studio “Punti di Vista“.
L’album è una raccolta composta da undici tracce, undici punti di vista sui rapporti tra gli essere umani e sulle loro interazioni, “il tutto senza la pretesa di un parere oggettivo, bensì uno spunto di riflessione su cui discutere” – come lo stesso gruppo afferma.

Il progetto Beltrami nasce nel 2009 da un’idea di Giampiero Jum Troianiello, al quale si aggiungono Pasquale Omar Caldarelli e Carmine Franzese. Nel 2011 pubblicano il loro secondo EP “Ditelo ad Annie, successivamente nel 2012 registrano il primo disco “Intorno” che arriva all’attenzione sia de L’Espresso che di La Repubblica XL.

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“Punti di Vista” è un album intenso, ben costruito che noi di Faster than light vi consigliamo di scoprire: un disco pop nel quale convergono diversi stili musicali, ma allo stesso tempo omogeneo ed in cui la forte personalità della band viene fuori.

Questa la lineup della band: Giampiero Jum Troianiello (voce, chitarra), Pasquale Omar Caldarelli (chitarre), Carmine Franzese (chitarre, keyboards), Pasquale Pezzullo (basso), Francesco Varchetta (batteria).

Segue la nostra intervista

Salve ragazzi, allora, per chi ancora non vi conosce: chi sono i Beltrami? Da dove nasce il nome della band? 

Il nome della band è nato per “esigenza”, avevo (Giampiero) bisogno di un nome con il quale inserire in locandina il primo live del progetto che, al momento, era ancora solista. Abbiamo scelto un cognome, perché è la parte più sacrificata dagli artisti nella scelta del nome d’arte.

Come nascono le vostre canzoni, pura ispirazione o mestiere?
Pura ispirazione e, con il tempo, forse anche un po’ di mestiere. Il lato istintivo è, però, ancora la parte che maggiormente ci aiuta a scrivere le canzoni.

Quanto tempo impiegate per realizzare un brano?
Per arrivare alla versione del brano che decidiamo di registrare, preferiamo metterci quanto più tempo possibile, per dare il tempo alle nostre idee di sedimentare, per capire le nostre reazioni a freddo. In generale però, una canzone può nascere anche in 10 minuti ed essere già a un passo dall’essere completa.

Quali sono le vostre influenze musicali?
Il cantautorato italiano, quello dei mostri sacri De André, Dalla, De Gregori, Daniele, Battisti e quello dei contemporanei Capossela, Fabi, Silvestri e Gazzè che sono le nostre ispirazioni comuni. Ognuno poi ha le sue influenze ed i suoi gusti personali che spaziano tra generi ed artisti. Il bello finora è stato di farle convergere nelle nostre canzoni.

Negli ultimi anni la televisione ha dato “visibilità” a nuovi artisti, avete mai pensato di partecipare a un talent?
Ci abbiamo pensato e ci abbiamo pure provato, qualche tempo fa. Forse, proprio l’averlo fatto ci ha spinti a rifletterci su, ad analizzare la cosa per la prima volta in tutte le sue sfumature. Il risultato? Adesso siamo molto più convinti di un’altra strada: quella della musica. L’idea di essere un prodotto sovraesposto ma con scadenza è nettamente peggiore di quella di non raggiungere quei numeri, quell’esposizione. Preferiamo capire dove ci porteranno le nostre canzoni, a furia di farle ascoltare.

È appena uscito il vostro ultimo videoclip “Piangi”, un’istantanea sulla realtà che ci circonda. Con lo scorrere delle immagini troviamo diverse statistiche. Una in particolare mi ha colpito: il 90 % dei giovani sotto i 30 anni crede ancora nei propri sogni. Voi credete nei vostri sogni?
Noi facciamo musica indipendente in Italia, nel 2016. Ci sentiamo in diritto di ritenerci sognatori professionisti. Assolutamente sì, e realizzare musica aiuta moltissimo a sognare. Ma ci piace e speriamo che i meccanismi e le costrizioni dei nostri tempi non vincano mai, nel voler farci smettere.

Del vostro ultimo disco, qual è il pezzo che più vi rappresenta?
Prova a chiedere ad un genitore quale figlio lo rappresenta di più… Siamo legati alle nostre canzoni perché ci rappresentano tutte, ognuna per una peculiarità, ognuna per una sfaccettatura. Soprattutto in questo disco, composto in un arco di tempo piuttosto breve e contenente canzoni che – per questo – si assomigliano.

Prima di salutarci, quali sono i vostri prossimi progetti per il futuro?
Continuare a fare musica e continuare a fare in modo che possa essere diffusa, ascoltata, giudicata, condivisa. E non smettere di sognare, ovviamente.

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Gaetano Nino Celentano
(Rotula del progetto, speaker radiofonico, autore ed articolista)
Nasce nel 1981 in provincia di Napoli. Studia e si laurea in Ingegneria. In attesa di una nuova vita, preparandosi alla reincarnazione, si diverte a viaggiare attraverso il mare magnum della rete, ad esplorare nuove forme di vita artistiche, alla scoperta del Multiverso.

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