“All Under Control”: Intervista agli Antonio’s Revenge

cover-Presentiamo su Faster Than Light il progetto Indie-rock Antonio’s Revenge ed il loro nuovo album “All Under Control“. La band bresciana nasce da un’idea di Alessandro Razzi (voce, chitarra) e Giovanni Boscaini (basso). Nel 2010 realizzano il loro primo ep acustico: Times Square Lights, partecipano al progetto milanese di Red Ronnie “LiveMi”, ed aprono il concerto di Morgan alla Nave di Harlock a Brescia. Nel 2013 registrano la prima versione del singolo autoprodotto “The kids!”, brano che verrà usato da una trasmissione di un’emittente bresciana come sigla. Successivamente, tornati in studio con Pedro Perini alla batteria e grazie alla collaborazione di Vittorio Pozzatto realizzano il loro nuovo progetto in elettrico: “All Under Control”. Nell’album troviamo dodici pezzi, di cui otto inediti e quattro, già contenuti in “Times Square Lights” completamente riarrangiati e ri-registrati. Si tratta di un disco d’esordio promettente, che lega le calde melodie del rock americano con i suoni e il linguaggio del brit-pop, unendole alla scena background italiana.

Antonio’s Revenge: l’intervista
Ciao ragazzi, come e quando nasce il progetto Antonio’s Revenge?

Ciao a tutti, gli Antonio’s Revenge nascono nel 2008 da un idea di Alessandro Razzi e Giovanni Boscaini. Eravamo entrambi impegnati in due rock band italiane quando, avuto modo di confrontarci sulle nostre influenze musicali, abbiamo cominciato a suonare qualcosa insieme. Le sonorità che ne sono uscite sono frutto di un mix tra britpop e american rock. I testi sono stati scritti da subito in inglese, in modo spontaneo quasi a significare il cambiamento che stavamo affrontando. Il nome deriva da una simpatica coincidenza tra Antonio, il nome del cane del nostro primo batterista, e la tragedia dell’inglese John Marston: The Antonio’s Revenge.

“All Under Control” è il vostro primo disco, come avete organizzato il vostro lavoro compositivo?
Tutti i brani di “All Under Control” sono nati chitarra e voce per raccontare e rappresentare vari momenti delle nostre vite. Abbiamo voluto unire questi 12 pezzi in un disco davvero “Home made”, infatti la maggior parte delle registrazioni sono state realizzate nello studio della nostra sala prove. La grafica e la copertina è opera nostra. Vittorio Pozzato, ai FabFour Studio di Verona oltre aver provveduto al mixaggio e mastering, ha curato alcune produzioni che hanno reso il sound ancora più innovativo.

Ispirazione o mestiere: qual è il vostro approccio alla forma canzone?
Crediamo che la musica sia ispirazione e così le canzoni! Con il tempo il lavoro compositivo inevitabilmente acquista maturità e consapevolezza, consentendo sempre più di coniugare le emozioni a una forma-canzone impeccabile.

Quali sono le band che vi hanno influenzato maggiormente?
Pearl Jam, King of Leon e Foo Fighters sono le nostre influenze americane mentre Blur, Cure, Travis e Snow Patrol sono i nostri artisti britannici preferiti.

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I testi delle vostre canzoni sono in Inglese, i linguaggi musicali che emergono ascoltando il vostro disco sono soprattutto il brit-pop e il rock americano: possiamo quindi riassumere che questa è la vostra dimensione?
Fin dalle prime prove ci siamo trovati a nostro agio sia con questo tipo di sonorità sia con la lingua inglese, ormai sempre più presente nella nostra quotidianità. È da sfatare, per noi, il mito delle band Italiane che devono per forza cantare nella madre lingua!

Siete soddisfatti del vostro disco?
Certamente! Realizzare questo disco ha richiesto anni. Abbiamo incontrato persone che dicevano di credere nel nostro lavoro e che in realtà ci hanno solo fatto perdere tempo prezioso. Le difficoltà sono state parecchie ma una alla volta le abbiamo affrontate e abbiamo risolto. Il nostro messaggio, a chi ha delle proprie registrazioni e vorrebbe realizzarne un disco, è quello di essere ambiziosi, perfezionisti e di non mollare per niente al mondo! Quindi coraggio, tutto si può fare!

Qual è il brano che più vi rappresenta?
Sicuramente il singolo “Better Than Myself”. È stata la prima canzone che abbiamo composto come gruppo. L’abbiamo proposta unplugged nel nostro Ep “Time Square Lights” e mai avremmo potuto pubblicare un primo singolo diverso da questo. “Better Than Mysef” parla di tutte quelle persone che si credono migliori di noi. A loro vorremmo chiedere di smettere di parlare e di cominciare a fare i fatti oppure di farsi da parte per una volta e lasciare spazio agli altri!

Prima di salutarci, quali sono i prossimi progetti degli Antonio’s Revenge?
Siamo appena tornati dall’Uni-web tour, 13 interviste ed esibizioni in acustico nelle radio delle più importanti università italiane da Torino a Napoli. Nel 2017 partirà il nostro vero tour che ci vedrà impegnati in molti locali della penisola e non solo… Tutti gli aggiornamenti saranno presenti sulle nostre pagine Facebook: /arevenge e Twitter: /antoniosrevenge. Stay tuned!

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Gaetano Nino Celentano
(Rotula del progetto, speaker radiofonico, autore ed articolista)
Nasce nel 1981 in provincia di Napoli. Studia e si laurea in Ingegneria. In attesa di una nuova vita, preparandosi alla reincarnazione, si diverte a viaggiare attraverso il mare magnum della rete, ad esplorare nuove forme di vita artistiche, alla scoperta del Multiverso.

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